ALCUNI FRUTTI DELLA VISITA PASTORALE
DEL VESCOVO LUCIANO

Il 1° frutto è stata la presenza del VESCOVO tra noi. Tutti hanno sottolineato la sua disponibilità all'incontro, la dolcezza del suo fare, la sapienza delle sue riflessioni, l'amore per il Vangelo e la parola biblica. Questo ha permesso a tutti, specie a chi lo ha incontrato da vicino, di cogliere come l'istituzione del Vescovo non sia una figura rigida e distante ma, ricalcata sulle linee di Gesù Buon Pastore, amorevole, appassionata della gente e del suo cammino. Da tutto questo e per tutto questo si alza un grazie a mons. Luciano. Lui ha assicurato la preghiera per il cammino dell'Unità e noi gli abbiamo assicurato la nostra preghiera per la sua missione.

Il 2° frutto è il messaggio della COMUNIONE. Più volte è stata ribadita l'essenzialità del saperci amare gli uni gli altri, come segno distintivo del nostro essere cristiani e del nostro essere chiesa. Divisioni, campanilismi, chiusure, personalismi sono segni contradditori dell'essere cristiano. Invece la dinamica del corpo in cui tutte le membra sono importanti nella loro interazione positiva è un segno efficace dell'essere cristiani. Soffrire con chi soffre, gioire con chi gioisce è l'empatia che deve scorrere nelle vene di questo corpo, fino ad arrivare ai capillari più piccoli e distanti. Se questo è vero per le persone e per le parrocchie, è vero anche per i gruppi e le varie strutture che essi animano. Qui si apre un cammino interessante che si trasformerà in una bella sfida: non possiamo tirarci indietro.

Il 3° frutto è la responsabilizzazione dei LAICI. Nei vari incontri c'era una domanda che ricorreva; alcune volte se ne stava nel silenzio delle menti, altre volte è venuta a galla: verrà un sacerdote a prendere il posto di don Renato? Da una parte il Vescovo ci ha fatto sentire la sua sofferenza di non poter dare una risposta positiva (mettendo in evidenza anche il problema della povertà delle vocazioni), dall'altra però ha ribadito che tutto questo può essere uno stimolo per riscoprire il valore e la forza dei laici nella vita delle Comunità. Quei laici che, durante l'incontro con le associazioni, hanno mostrato la loro ricchezza e positività: quante persone - uomini, donne, adulti e giovani - sono coinvolte nelle varie realtà sociali, culturali, politiche e sportive. Anche nella vita parrocchiale i laici hanno un posto decisivo, che sempre più sarà chiamato ad assumere incarichi di responsabilità nella gestione di varie esperienze. Occorre avere una capacità visionaria che sa guardare al domani e non si limita a pretendere una risposta immediata.

 

 

Il 4° frutto è la consapevolezza che il TEMPO è più importante dello
spazio (frase di Papa Francesco). Con l'Unità Pastorale è stato innescato un processo che saprà affrontare il domani con le sue sfide. Quello che oggi sembra essere un motivo di paura, si trasformerà in un motivo di speranza e di fiducia. Da qui il valore del mettere in relazione collaborativa i sacerdoti delle parrocchie; il pensare a come interagire meglio tra gli Oratori per offrire una migliore e più efficace pastorale giovanile; il proporre esperienze di catechesi per adulti che non restino chiuse nei confini della parrocchia, ma che vedano una compartecipazione di diverse persone; il valorizzare i vari carismi e ministeri che certe volte restano soffocati se rimangono nel piccolo spazio di una parrocchia; il riuscire ad inventare, con la collaborazione di tutti, nuove forme di missione; il sentirsi parte di un unico popolo in cammino verso il futuro.

Il 5° frutto è l'importanza della capacità di PROGETTAZIONE. Non è più tempo di procedere con tentativi più o meno programmati solamente per riempire di iniziative i calendari, per mettere insieme in modo scoordinato le persone e le potenzialità. Diventa decisivo saper riflettere sulla realtà e saper agire nella realtà. Questo permetterà di avere chiari alcuni obiettivi concreti e condivisi verso cui muoversi insieme; favorirà una migliore interazione tra i vari animatori e operatori parrocchiali; qualificherà al meglio il nostro sforzo educativo; toglierà quell'ansia da risultato che spesso toglie il fiato alle persone; valorizzerà le risorse che sono presenti senza "strozzare" nessuno. E, soprattutto, permetterà di leggere meglio cosa Dio ci sta domandando.

Questi cinque frutti (accanto al cesto di frutti che il Vescovo ha saputo distribuire nei vari incontri alla Clinica e alla Casa di Riposo, alle Scuole dell'infanzia, primarie e secondarie, a Mondo X e alla comunità Pinocchio, alla Caritas e agli anziani ammalati..) diventano punto di riferimento per il prossimo cammino. Di certo, il prossimo anno pastorale sarà il tempo per fare degli "esperimenti" per tradurre nell'operare concreto queste intuizioni. Quindi sarà il tempo della PAZIENZA (sbagliando si impara) ma anche il tempo della FIDUCIA (abbiamo iniziato un cammino che ci porterà lontano). Su tutto, come più volte ha ribadito il Vescovo, soffia lo SPIRITO SANTO: sono la sua luce, la sua forza e il suo amore che ci permetteranno di dire "grandi cose ha fatto in noi l'Onnipotente".
Buon cammino a tutti!

I vostri parroci e sacerdoti